Onde d’Urto

A dispetto di quanto il nome può fare pensare, la Terapia non è estremamente dolorosa. Quasi tutti i pazienti lo ammettono.

In realtà la Terapia ad Onde d ‘Urto soffre di un peccato originale dovuto alla parentela con la Litotripsia utilizzata per i calcoli renali.

In Ortopedia non occorre una potenza eccessiva perchè non c’è nulla da rompere: le calcificazioni tendinee infatti sono della consistenza di un dentifricio secco. Si parla quindi di un meccanismo di “cavitazione”, ossia la formazione di micro-bolle che,scoppiando, sciolgono la calcificazione.

La casistica mondiale parla di un 92% di sedute per Tendinosi e solo di un’8% per calcificazioni.

Le patologie trattabili sono: le Tendinosi della cuffia dei rotatori il cosiddetto “gomito del tennista”, la Fascite plantare in presenza o meno di spina calcaneare, la tendinite dell’achilleo e del rotuleo ecc.

Il protocollo prevede 3 sedute a distanza di 7-10 gg. In caso di una non completa remissione dei sintomi, si possono praticare altre due sedute a distanza di 30-45 giorni.

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Indicazioni terapeutiche delle Onde d’Urto

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A. Gomito del tennista (Epicondilite)

B. Sindrome da Conflitto Sub-Acromiale

C. Sindrome dolorosa pseudo radicolare

D. Sindrome dolorosa del grande trocantere

E. Tendinopatia rotulea

F. Periostite tibiale

G. Tendinopatia inserzionale dell’Achilleo

H. Fascite plantare

I. Tendinopatia della parte mediale del tendine d’Achille

L. Sindrome di Osgood-Schlatter

M. Lombalgia idiopatica

N. Punti Trigger

O. Tendinopatia calcifica della spalla